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Scritture Contabili per il Fitto di Ramo d’Azienda

da Gianmario Andriani
Scritture contabili fitto di ramo d'azienda

Scritture Contabili per il Fitto di Ramo d’Azienda: Un’Analisi Approfondita tra Normativa Fiscale e Contabile

Scritture Contabili per il Fitto di Ramo d’Azienda: Il fitto di ramo d’azienda rappresenta un’operazione di natura giuridica e contabile altamente specialistica, che trova frequente applicazione in scenari aziendali di riorganizzazione, cessione parziale di attività o ottimizzazione dell’utilizzo di risorse aziendali.

Si tratta di un contratto con cui un’impresa (locatrice) concede a un’altra (affittuario) la disponibilità di un ramo della propria attività, senza tuttavia trasferirne la proprietà. Tale operazione implica una gestione contabile e fiscale complessa, per la quale è fondamentale una precisa gestione delle scritture contabili e un approfondito rispetto delle normative di riferimento.

Nel presente articolo, si approfondiranno gli aspetti contabili legati al fitto di ramo d’azienda, analizzando le scritture contabili da effettuare per il locatore e per l’affittuario, nonché le implicazioni fiscali e le normative che disciplinano l’operazione, con particolare riferimento agli OIC e alla regolamentazione IVA.

Il Fitto di Ramo d’Azienda: Definizione e Inquadramento Normativo

Il fitto di ramo d’azienda è disciplinato dall’articolo 2562 del Codice Civile, che definisce il contratto di affitto di azienda come un contratto a titolo oneroso, con cui una parte (locatore) concede l’uso di un ramo d’attività aziendale, senza trasferirne la proprietà. L’affittuario, da parte sua, ha la possibilità di sfruttare il ramo d’azienda per la durata stabilita nel contratto, ma senza acquisire i beni aziendali nel loro complesso.

Il contratto deve essere obbligatoriamente redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata e deve essere depositato presso il Registro delle imprese a cura del notaio entro trenta giorni dalla stipula affinché sia fatta adeguata pubblicità ai terzi.

In termini contabili, l’operazione si distingue dalla cessione definitiva di beni aziendali, in quanto i beni restano di proprietà del locatore.

Infatti, considerato che, una volta terminato il contratto, il ramo d’azienda tornerà a disposizione dell’azienda locatrice, le rilevazioni contabili andranno effettuate tra i conti d’ordine.

Si ricorda che, secondo l’OIC 22, i conti d’ordine rappresentano annotazioni di memoria, a corredo della situazione patrimoniale -finanziaria esposta dallo stato patrimoniale.

Essi non costituiscono attività e passività in senso proprio. I conti d’ordine svolgono una funzione informativa su operazioni che, pur non influendo quantitativamente sul patrimonio o sul risultato economico dell’esercizio, possono influenzare tali grandezze in esercizi successivi. I conti d’ordine comprendono le garanzie, gli impegni, i beni di terzi presso la società e i beni della società presso terzi.

Scritture Contabili per il Fitto di Ramo d’Azienda: Scritture Contabili per il Locatore

Dal punto di vista contabile, per il locatore, il fitto di ramo d’azienda comporta la continuazione della gestione patrimoniale dei beni aziendali, senza che vi sia una loro dismissione.

Scritture Contabili per il Fitto di Ramo d’Azienda: Le rilevazioni contabili andranno effettuate alla data di stipula del contratto. A questa data si registrerà il “trasferimento” delle attività che definiscono il complesso aziendale concesso in locazione. Di seguito un esempio:

Società Alfa c/affitto (Co) a Diversi 210.000,00 €-.

. . a Macchinari(Co) 80.000,00 €

a Impianti(Co) 70.000,00 €

a Attrezzature(Co) 60.000,00 €

Successivamente, allo stesso modo, rileveremo le passività:

Diversi a Società Alfa c/affitto (Co) 120.000,00 €

Fondo Tfr (co) a 50.000,00 €
Debiti vs fornitori (co) a 40.000,00 €
Capitale sociale (co) a 30.000,00 €

Infine, rileveremo l’impegno per i canoni di locazioni per tutta la durata del contratto (al netto dell’iva):

Società Alfa c/affitto (co) a Azienda Locata c/canoni (co) 120.000,00 €

Ogni fattura emessa, oltre a rilevare il credito, il ricavo ed il debito iva, occorrerà stornare dal conto “Azienda Locata c/canoni (co)” della quota di affitto pagata utilizzando come contropartita il conto d’ordine “Società Alfa c/affitto”.

Alla data in cui il contratto termina andranno registrate le rettifiche di valore dei beni dello Stato patrimoniale dell’azienda in seguito ad operazioni quali:

  • Ammortamenti;
  • Aumento/diminuzione del debito vs fornitori e dei crediti v/clienti;
  • Aumento/diminuzione dei fondi e del Capitale Sociale.

L’importo risultante dalle rettifiche effettuate verrà coperto da una sopravvenienza passivo oppure, se previsto, da un conguaglio corrisposto dalla Società locataria.

Scritture Contabili per il Fitto di Ramo d’Azienda: Scritture Contabili per il Locatario

Scritture Contabili per il Fitto di Ramo d’Azienda: Per l’affittuario, ovviamente, il trattamento contabile del fitto di ramo d’azienda avrà le medesime rilevazioni ma di carattere opposto a quello rilevato in precedenza.

E’ opportuno dedicare attenzione alla disciplina riservata agli ammortamenti.

Fitto di ramo d’azienda: Chi deduce gli ammortamenti?

La disciplina fiscale dell’ammortamento dei beni compresi nell’azienda data in affitto è contenuta nell’art. 102,comma 8 del TUIR.

Mentre, come sappiamo, la normativa civile dell’ammortamento dei beni è contenuta nell’art. 2561 c.c.

Da questi articoli emerge l’onere dell’affittuario di conservare l’efficienza dell’azienda, pur potendo le parti derogare a tale principio, mantenendo in capo al locatore detto onere. Sulla base di tale premessa, il TUIR delinea una diversa disciplina a seconda del fatto che si sia derogato o meno all’art. 2561 c.c.


Qualora si optasse per non usufruire della deroga l’art. 102, co. 8 del TUIR prevede la deducibilità delle quote di ammortamento dei beni d’azienda data in affitto dal reddito dell’affittuario.


Al contrario, la deroga comporta che la deduzione fiscale delle quote di ammortamento dal reddito d’impresa viene operata dal concedente, a condizione che questi abbia conservato la qualità di imprenditore anche dopo avere ceduto l’azienda data in affitto.

Se il concedente non ha la possibilità di effettuare l’ammortamento, in quanto non più produttore di reddito, il deperimento dei beni facenti parte dell’azienda nel periodo di esecuzione del contratto assumerà rilevanza fiscale soltanto all’atto dell’eventuale successiva cessione dell’azienda stessa, in forma di minor plusvalenza tassabile.

Conclusioni

Il fitto di ramo d’azienda è un’operazione complessa che richiede una gestione contabile accurata e un attento rispetto delle normative fiscali. La separazione patrimoniale, la gestione dei ricavi e degli ammortamenti sono solo alcuni degli aspetti da tenere in considerazione per garantire la corretta rappresentazione contabile e fiscale dell’operazione. Una consulenza qualificata è essenziale per evitare errori e garantire la piena conformità alle disposizioni normative e fiscali.

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