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Bollo auto e moto abolito dal 2027: ecco la novità

da Gianmario Andriani

Il 16 settembre 2026 il Consiglio dei Ministri ha varato una misura destinata a cambiare, per la prima volta in modo strutturale, il rapporto tra gli italiani e una delle tasse automobilistiche più contestate: il bollo auto. Dal 2027 non dovranno più pagarlo i proprietari di auto di piccola e media potenza (fino a 80 kW, circa 109 CV) e di tutti i motocicli e ciclomotori, per un totale stimato di 14,5 milioni di veicoli, oltre il 70% del parco circolante italiano.

In questa guida analizziamo nel dettaglio chi ha davvero diritto all’esenzione, quali veicoli restano invece esclusi, come funziona il limite “una sola agevolazione a cittadino”, quando la misura entrerà concretamente in vigore e quali sono le prossime tappe dell’iter normativo, con un occhio anche alle altre novità sul bollo auto che si intrecciano con questa riforma.

Attenzione: al momento della stesura di questo articolo la misura è stata annunciata dal Governo e dovrà confluire nel testo della legge di bilancio 2027 (manovra), con successivo passaggio parlamentare. I dati riportati provengono dalle prime ricostruzioni di stampa e dalle dichiarazioni di fonti di Palazzo Chigi; aggiorneremo l’articolo non appena sarà disponibile il testo normativo definitivo in Gazzetta Ufficiale.

In breve: cosa prevede la misura

  • Cosa cambia: esenzione totale dal pagamento del bollo auto per le vetture di piccola e media potenza e per tutti i motocicli/ciclomotori.
  • Soglia di potenza per le auto: fino a 80 kW (circa 109 CV).
  • Moto e ciclomotori: nessuna soglia di potenza, esenzione per tutte le due ruote.
  • Veicoli coinvolti: circa 14,5 milioni, oltre il 70% del parco auto circolante in Italia.
  • Limite: una sola agevolazione per cittadino (una sola auto o una sola moto).
  • Copertura finanziaria: trasferimento compensativo alle Regioni stimato in circa 2,29 miliardi di euro per il 2027.
  • Decorrenza: esenzione applicabile ai versamenti con scadenza ordinaria nel corso del 2027.
  • Iter: misura annunciata in Consiglio dei Ministri, destinata a confluire nella legge di bilancio 2027; manca ancora l’approvazione parlamentare definitiva.

Cosa prevede nel dettaglio l’abolizione del bollo auto

La misura approvata dal Governo interviene su uno dei tributi regionali più impopolari, spesso definito “tassa di possesso” perché dovuto per il solo fatto di essere proprietari di un veicolo, indipendentemente dal suo utilizzo effettivo.

Secondo la ricostruzione delle fonti di Palazzo Chigi, il provvedimento prevede l’esenzione dal pagamento del bollo per:

  • le autovetture di piccola e media potenza, cioè con potenza del motore non superiore a 80 kW (circa 109 CV);
  • tutti i motocicli e ciclomotori, senza limiti di potenza.

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato la decisione dichiarando che “il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani”. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rivendicato la misura come “una ferma e pressante richiesta di Forza Italia”.

Perché la soglia è fissata a 80 kW

La soglia di 80 kW (circa 109 CV) individua le vetture di potenza medio-bassa: la fascia in cui rientra la maggior parte delle utilitarie, delle city car e delle berline di segmento medio più diffuse tra le famiglie italiane. È proprio questo criterio a spiegare la platea molto ampia della misura, che il Governo stima in oltre il 70% del parco circolante.

Quali veicoli restano esclusi dall’esenzione

Non tutti i veicoli beneficiano della nuova misura. Restano fuori dal perimetro dell’esenzione, salvo conferme diverse nel testo definitivo:

  • le auto con potenza superiore a 80 kW, che continueranno a pagare il bollo secondo le regole ordinarie (potenza in kW e classe ambientale Euro);
  • il superbollo, l’addizionale erariale dovuta per le vetture con potenza superiore a 185 kW, che non risulta toccato dalla riforma e resta quindi pienamente in vigore per le auto di grossa cilindrata;
  • verosimilmente, i veicoli commerciali e gli autocarri, per i quali la stampa non riporta alcuna modifica;
  • chi possiede più di un veicolo agevolabile, per effetto del limite di una sola agevolazione a nucleo/persona (si veda il paragrafo successivo).

“Una sola agevolazione a cittadino”: come funziona il limite

Uno degli aspetti più rilevanti, anche dal punto di vista pratico per i nostri clienti, riguarda il tetto posto dal Governo: ogni cittadino potrà beneficiare dell’esenzione per un solo veicolo. Le prime ricostruzioni disponibili chiariscono che:

  • chi possiede più auto rientranti nella soglia degli 80 kW otterrà l’esenzione soltanto per quella di potenza più bassa;
  • chi possiede sia un’auto esente sia una moto non potrà cumulare i due benefici: l’agevolazione spetta per un solo veicolo, non per l’intero parco posseduto.

Si tratta di un meccanismo pensato per contenere il costo della misura e per concentrare il beneficio sul veicolo effettivamente utilizzato come mezzo principale dal nucleo familiare, ma che richiederà una lettura attenta del testo definitivo per capire come verrà verificato in concreto (probabilmente tramite l’incrocio dei dati del Pubblico Registro Automobilistico con l’anagrafe tributaria).

Copertura finanziaria e impatto sulle Regioni

Il bollo auto è un tributo regionale: il relativo gettito, gestito direttamente dalle Regioni (a statuto ordinario e, previo accordo, anche da quelle a statuto speciale e dalle Province autonome), rappresenta una voce di entrata non marginale per i bilanci regionali.

Per evitare un buco nei conti regionali, la misura prevede un trasferimento compensativo dallo Stato alle Regioni, stimato in circa 2,29 miliardi di euro per il 2027, a copertura del mancato gettito derivante dall’esenzione. Si tratta di un elemento chiave da monitorare: l’entità e la certezza di questo stanziamento, e la sua conferma nel testo definitivo della manovra, condizioneranno l’effettiva partenza della misura.

Va inoltre ricordato che un’ipotesi di abolizione integrale del bollo auto, circolata nelle scorse settimane in vista della manovra 2027, era stata stimata dagli osservatori in circa 7,5 miliardi di euro di minor gettito: la misura effettivamente varata dal Governo, più selettiva perché limitata ai veicoli fino a 80 kW e alle moto, ha un costo più contenuto proprio perché non riguarda la totalità del parco circolante.

Le altre novità sul bollo auto 2026-2027: il quadro completo

L’abolizione parziale annunciata il 16 settembre 2026 si inserisce in un momento di generale revisione della disciplina del bollo auto. È utile distinguerla da altre riforme, distinte e già in corso, per non fare confusione:

  • Nuove regole di versamento per i veicoli immatricolati dal 2026: per le auto di nuova immatricolazione, il pagamento del bollo dovrebbe collegarsi alla data di immatricolazione (con termine entro l’ultimo giorno del mese successivo) anziché alle scadenze per fasce alfabetiche/mensili attualmente in uso, e diventare legato al possesso del veicolo anche in caso di fermo amministrativo o giudiziario.
  • Archivio Nazionale delle Tasse Automobilistiche (ANTA): è prevista l’istituzione di una banca dati unica nazionale per la gestione e il controllo dei versamenti, in sostituzione della gestione frammentata tra le diverse Regioni e il PRA.
  • Superbollo e auto elettriche: parallelamente circola l’ipotesi, oggetto di un diverso intervento, di un progressivo superamento delle esenzioni regionali dal bollo di cui oggi godono i veicoli elettrici, con l’obiettivo di armonizzare il prelievo anche su questa categoria a partire dal 2027.

Si tratta di riforme distinte, con iter e tempistiche proprie: la misura del 16 settembre 2026 riguarda specificamente l’esenzione per auto fino a 80 kW e per le moto, e non va confusa con questi altri interventi, anch’essi in discussione nello stesso periodo.

Tabella riepilogativa

ElementoDettaglio
Veicoli esentiAuto fino a 80 kW (~109 CV) e tutti i motocicli/ciclomotori
Veicoli esclusiAuto oltre 80 kW; superbollo (oltre 185 kW) invariato
N. veicoli coinvoltiCirca 14,5 milioni (oltre il 70% del parco circolante)
LimiteUna sola agevolazione per cittadino
Copertura finanziariaCirca 2,29 miliardi di euro (2027), trasferiti alle Regioni
DecorrenzaVersamenti con scadenza ordinaria nel 2027
Stato dell’iterAnnuncio in CdM (16/9/2026); attende testo in manovra 2027 e approvazione parlamentare
Nel 2026Nessuna variazione: si applicano le regole e le scadenze attuali

Domande frequenti sull’abolizione del bollo auto

Da quando non si paga più il bollo auto?
Secondo l’annuncio del Governo, l’esenzione riguarderà i bolli con scadenza ordinaria nel corso del 2027. Per tutto il 2026 il bollo va versato come di consueto.

Quali auto sono escluse dal pagamento del bollo?
Le vetture con potenza del motore fino a 80 kW (circa 109 CV), purché si tratti dell’unico veicolo per cui il proprietario richiede l’agevolazione.

Le moto sono tutte esenti, anche quelle di grossa cilindrata?
Sì, in base alle prime ricostruzioni l’esenzione per i motocicli non prevede soglie di potenza, a differenza di quanto stabilito per le auto.

Se ho due auto piccole, l’esenzione vale per entrambe?
No. Il beneficio spetta per un solo veicolo a persona: in caso di più auto agevolabili, l’esenzione si applica a quella con la potenza più bassa.

Ho un’auto esente e anche una moto: posso avere entrambe le esenzioni?
No, salvo diverse indicazioni nel testo definitivo: il limite di “una sola agevolazione a cittadino” vale complessivamente, non per singola categoria di veicolo.

Il superbollo viene abolito insieme al bollo ordinario?
No. L’addizionale erariale dovuta per le auto sopra i 185 kW non risulta interessata dalla misura e continuerà ad applicarsi secondo le regole attuali.

La misura è già legge?
No. Si tratta di un annuncio del Consiglio dei Ministri del 16 settembre 2026: il testo dovrà essere formalizzato nella legge di bilancio 2027 e approvato dal Parlamento. Alcuni dettagli potrebbero quindi cambiare rispetto a quanto qui riportato.

Bisogna fare qualcosa per ottenere l’esenzione?
Al momento non sono note procedure di richiesta: verosimilmente l’esenzione sarà riconosciuta automaticamente incrociando i dati del PRA con quelli fiscali, ma la conferma arriverà solo con il testo attuativo.

Le implicazioni pratiche per famiglie e imprese

In attesa del testo definitivo, è utile che i contribuenti evitino di sospendere autonomamente i pagamenti già in scadenza nel 2026: fino alla pubblicazione della norma in Gazzetta Ufficiale e alla sua concreta operatività, restano validi gli avvisi di scadenza e le modalità di versamento ordinarie (bollettino, PagoPA, app IO, delega F24 nei casi previsti).

Per le imprese con flotte aziendali, invece, l’impatto della misura sarà comunque limitato: l’esenzione riguarda le persone fisiche (“cittadino”), per cui andrà chiarito nel testo definitivo se e come si applica ai veicoli intestati a società.

Ti consiglio di leggere anche questo articolo sulle scadenze fiscali di ottobre.

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