
Concordato Preventivo biennale 2026-2027: è uno dei temi fiscali più discussi di questo scorcio d’anno: con il Decreto Legislativo 7 agosto 2026, n. 148 (Decreto Correttivo fiscale Omnibus), pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 185 dell’11 agosto 2026 ed entrato in vigore il 12 agosto 2026, il legislatore ha chiarito le regole per il rinnovo dell’adesione, confermato i principali benefici premiali e introdotto un nuovo ravvedimento speciale riservato a chi rinnova. In questa guida vediamo, punto per punto, tutto quello che serve sapere per decidere se e come rinnovare il concordato preventivo biennale per il biennio 2026-2027.
Cos’è il concordato preventivo biennale
Il concordato preventivo biennale 2026-2027 (CPB) è il regime, riservato principalmente ai soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e ai contribuenti forfetari, che consente di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito imponibile (ai fini delle imposte dirette) e il valore della produzione (ai fini IRAP) per un biennio. In cambio dell’adesione, il contribuente ottiene stabilità nella pianificazione fiscale e, come vedremo, un pacchetto di benefici premiali legati all’affidabilità fiscale.
Per il biennio 2026-2027, il tema centrale non è più l’adesione “di primo ingresso” ma il rinnovo per chi ha già aderito al concordato negli anni precedenti — ed è proprio su questo aspetto che interviene il decreto correttivo.
Concordato Preventivo Biennale 2026-2027:Cosa cambia con il Decreto Correttivo Omnibus (D.Lgs. 148/2026)
Il decreto correttivo omnibus è un provvedimento ampio, che interviene su più fronti della riforma fiscale (redditi di lavoro dipendente e autonomo, fiscalità d’impresa e internazionale, IVA, accertamento, sanzioni). Al suo interno, gli articoli 28 e 29 sono dedicati specificamente al concordato preventivo biennale e rappresentano la parte di maggiore interesse pratico per commercialisti e contribuenti ISA in vista delle scadenze di rinnovo.
Concordato preventivo biennale 2026-2027: i requisiti per il rinnovo
Il decreto chiarisce le condizioni alle quali è possibile rinnovare l’adesione al concordato per il nuovo biennio:
- l’adesione priva dei requisiti richiesti è priva di effetti: non basta aver aderito formalmente in passato, occorre che permangano le condizioni sostanziali previste dalla disciplina;
- per il rinnovo restano salve le eventuali modifiche societarie intervenute, a condizione che i soci con reddito da lavoro dipendente/assimilato o autonomo non superino la soglia di 35.000 euro;
- per le società tra professionisti viene richiesta espressamente la coerenza tra l’attività effettivamente svolta in forma associata e l’indice sintetico di affidabilità fiscale (ISA) applicato.
Sono precisazioni importanti perché intervengono su situazioni molto comuni nella pratica professionale — cambi di compagine sociale, riorganizzazioni di studi associati — che fino a oggi generavano dubbi interpretativi su come gestire la continuità del concordato tra un biennio e l’altro.
I benefici premiali confermati per chi rinnova il concordato preventivo biennale
Chi rinnova l’adesione al concordato preventivo biennale 2026-2027 mantiene l’accesso al pacchetto di benefici premiali già noto:
- l’esonero dal visto di conformità per le compensazioni fino a 100.000 euro (IVA) e fino a 70.000 euro (imposte dirette e IRAP);
- l’anticipo di due anni dei termini di decadenza dell’azione accertativa;
- nessun interesse sulle somme rateizzate.
Il decreto introduce inoltre la possibilità di rideterminare il reddito concordato, con accesso al ravvedimento sulle sole sanzioni: uno strumento pensato per correggere in corsa situazioni che, senza questa possibilità, avrebbero portato alla decadenza dal regime.
Decadenza dal concordato preventivo biennale: la nuova soglia del 30%
Una delle novità più operative del decreto riguarda le cause di decadenza dal concordato, che vengono semplificate: scatta la decadenza quando lo scostamento tra i ricavi (o i compensi) effettivamente dichiarati e quelli concordati è pari o superiore al 30%. È un criterio più netto rispetto al passato e va monitorato con attenzione soprattutto nella fase di consuntivazione a fine anno, per evitare sorprese in dichiarazione.
Il nuovo ravvedimento speciale ISA legato al rinnovo 2026-2027
La novità di maggior impatto per chi valuta il rinnovo è il nuovo ravvedimento speciale, introdotto dall’articolo 29 del decreto e riservato ai soggetti ISA che rinnovano il concordato per il biennio 2026-2027, per sanare le annualità dal 2020 al 2023.
Come funziona il calcolo
Il meccanismo prevede il versamento di un’imposta sostitutiva calcolata su un incremento percentuale del reddito dichiarato, variabile in base al punteggio di affidabilità fiscale (ISA) ottenuto dal contribuente:
| Punteggio ISA | Incremento del reddito dichiarato |
|---|---|
| Pari a 10 | 5% |
| Da 8 a 10 (escluso) | 10% |
| Da 6 a 8 (escluso) | 20% |
| Da 4 a 6 (escluso) | 30% |
| Da 3 a 4 (escluso) | 40% |
| Inferiore a 3 | 50% |
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Le aliquote dell’imposta sostitutiva
Sull’incremento così determinato si applicano aliquote differenziate a seconda dell’anno d’imposta oggetto di sanatoria e del livello di affidabilità fiscale:
- per le annualità 2022 e 2023: 10% per punteggio ISA pari o superiore a 8; 12% per punteggio tra 6 e 8; 15% per punteggio inferiore a 6 — a cui si aggiunge il 3,9% a titolo di IRAP, dove dovuta;
- per le annualità 2020 e 2021: le stesse aliquote sono ridotte del 30%, in considerazione dell’impatto dell’emergenza Covid-19 su quei periodi d’imposta.
Effetti della sanatoria
Il perfezionamento del ravvedimento speciale comporta che non sono più possibili rettifiche del reddito per le annualità sanate, salvo il caso di decadenza dal concordato. In parallelo, per chi aderisce, i termini di accertamento vengono prorogati al 31 dicembre 2029.
Quando e come si versa
Il versamento dell’imposta sostitutiva deve avvenire dal 1° gennaio al 15 marzo 2027, con possibilità di rateizzazione fino a 10 rate mensili.
La proroga “di sistema” per chi rinnova
Per tutti i soggetti ISA che rinnovano il concordato preventivo biennale 2026-2027, i termini di accertamento in scadenza al 31 dicembre 2026 vengono prorogati al 31 dicembre 2027: un allineamento tecnico da tenere presente nella pianificazione degli adempimenti di fine anno.
Conviene rinnovare il concordato preventivo biennale 2026-2027? Una checklist operativa
A differenza di altre sanatorie viste negli anni scorsi, il ravvedimento speciale è condizionato al rinnovo del concordato: non è un’opzione autonoma, ma un incentivo aggiuntivo per chi sceglie di restare (o entrare) nel CPB per il 2026-2027. Per uno studio professionale la valutazione andrebbe quindi fatta in modo unitario:
- verificare se conviene rinnovare il concordato alla luce del reddito atteso per il biennio 2026-2027;
- valutare, per le annualità 2020-2023 con criticità, se il ravvedimento speciale è più conveniente rispetto ad altri strumenti di regolarizzazione già disponibili;
- simulare l’imposta sostitutiva dovuta in base al proprio punteggio ISA, per capire l’impatto in termini di cassa e la rateizzazione più adatta;
- tenere sotto controllo, mese per mese, lo scostamento tra ricavi/compensi effettivi e quelli concordati, per non superare la soglia di decadenza del 30%.
Domande frequenti sul concordato preventivo biennale 2026-2027
Cos’è cambiato con il Decreto Correttivo Omnibus per il concordato preventivo biennale? Il D.Lgs. 148/2026 ha chiarito le regole per il rinnovo dell’adesione al biennio 2026-2027, confermato i benefici premiali, introdotto una soglia di decadenza più netta (scostamento del 30%) e previsto un nuovo ravvedimento speciale riservato a chi rinnova.
Chi può accedere al nuovo ravvedimento speciale? Solo i soggetti ISA che rinnovano l’adesione al concordato preventivo biennale per il 2026-2027.
Quali anni si possono sanare con il ravvedimento speciale? Le annualità dal 2020 al 2023.
Entro quando bisogna versare l’imposta sostitutiva del ravvedimento speciale? Dal 1° gennaio al 15 marzo 2027, con possibilità di rateizzare fino a 10 rate mensili.
Cosa succede se si decade dal concordato dopo aver aderito al ravvedimento speciale? Decadendo dal concordato vengono meno anche gli effetti di “blindatura” del reddito sanato per le annualità oggetto di ravvedimento.
Qual è la nuova soglia di decadenza dal concordato preventivo biennale? Uno scostamento pari o superiore al 30% tra ricavi/compensi dichiarati e ricavi/compensi concordati.
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