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Rivalutazione ISTAT canone di locazione: calcolo agosto 2026

da Gianmario Andriani
Rivalutazione canone di locazione Istat

Rivalutazione canone di locazione ISTAT: calcolo agosto 2026

Rivalutazione canone di locazione · indice ISTAT di agosto 2026

La rivalutazione canone di locazione, cioè l’aggiornamento ISTAT dell’affitto, si calcola sulla variazione dell’indice FOI senza tabacchi tra due mesi, di solito a distanza di un anno. Ad agosto 2026, per esempio, la variazione annua è del 3,4%: con la clausola più diffusa, il 75%, il canone aumenta quindi del 2,55%. Qui trovi il calcolatore aggiornato, la tabella mese per mese e le regole da conoscere prima di chiedere l’aumento.

Variazione 12 mesi+3,4%agosto 2026 su agosto 2025
Aumento al 75%2,55%la percentuale più usata nei contratti
Variazione 24 mesi+4,8%al 75%: 3,60%

Indice FOI senza tabacchi di agosto 2026: 103,7 (base 2025=100). Prossimo dato ISTAT: 16 ottobre 2026, con l’indice di settembre.

Calcolatore · indici ISTAT FOI dal 1947 ad agosto 2026

Calcolo rivalutazione canone di locazione ISTAT

Per la rivalutazione canone di locazione scegli prima il tipo di aggiornamento previsto dal contratto, poi il mese dell’ultimo indice disponibile e la percentuale. Inoltre il calcolatore applica in automatico il raccordo tra le basi ISTAT, compreso il passaggio alla base 2025 del gennaio 2026.

Nuovo canone mensile—
Aumento—
Variazione ISTAT—
Aumento applicato—
Nuovo canone annuo—
Indici utilizzati—
Il calcolo passo per passo
    Testo per la comunicazione al conduttore

    Testo base da completare con i dati del contratto. Inviarlo con raccomandata A/R o PEC.

    Indice FOI senza tabacchi (famiglie di operai e impiegati). Variazioni calcolate con il metodo ISTAT: indici riportati alla stessa base con i coefficienti di raccordo ufficiali (1,214 tra base 2015 e base 2025) e arrotondate alla prima cifra decimale. Il risultato è una stima: l’importo dovuto dipende dalla clausola del contratto e dalla data della richiesta.

    Tabella ISTAT per la rivalutazione canone di locazione: le variazioni mese per mese

    Le variazioni dell’indice FOI senza tabacchi da usare per l’aggiornamento annuale (12 mesi) e biennale (24 mesi), già calcolate al 75%. In genere si usa l’ultimo indice pubblicato prima della scadenza annuale. Infatti l’ISTAT diffonde l’indice di ogni mese verso la metà del mese successivo.

    Mese di riferimentoVariazione 12 mesi75%Variazione 24 mesi75%
    Agosto 2026+3,4%2,55%+4,8%3,60%
    Luglio 2026+2,8%2,10%+4,3%3,225%
    Giugno 2026+2,9%2,175%+4,4%3,30%
    Maggio 2026+3,0%2,25%+4,4%3,30%
    Aprile 2026+2,6%1,95%+4,3%3,225%
    Marzo 2026+1,5%1,125%+3,2%2,40%
    Febbraio 2026+1,1%0,825%+2,7%2,025%
    Gennaio 2026+0,8%0,60%+2,2%1,65%
    Dicembre 2025+1,1%0,825%+2,2%1,65%
    Novembre 2025+1,0%0,75%+2,2%1,65%
    Ottobre 2025+1,1%0,825%+1,8%1,35%
    Settembre 2025+1,4%1,05%+2,0%1,50%
    Agosto 2025+1,4%1,05%+2,3%1,725%
    Luglio 2025+1,5%1,125%+2,6%1,95%
    Giugno 2025+1,5%1,125%+2,3%1,725%
    Maggio 2025+1,4%1,05%+2,2%1,65%
    Aprile 2025+1,7%1,275%+2,4%1,80%
    Marzo 2025+1,7%1,275%+2,9%2,175%
    Febbraio 2025+1,5%1,125%+2,2%1,65%
    Gennaio 2025+1,3%0,975%+2,2%1,65%

    Fonte: ISTAT, indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi (FOI). Dal 2026 base 2025=100; i confronti con i mesi precedenti usano il coefficiente di raccordo 1,214.

    Novità 2026: il cambio di base dell’indice FOI

    Base 2025=100 · coefficiente 1,214

    Da gennaio 2026 l’ISTAT pubblica l’indice FOI in base 2025=100, al posto della base 2015=100. Per questo l’indice di agosto 2026 vale 103,7 mentre quello di agosto 2025 valeva 121,8: i due numeri non si possono confrontare direttamente. Prima si divide l’indice in base 2015 per il coefficiente di raccordo 1,214, poi si calcola la variazione. È l’errore più frequente nei calcoli fatti a mano quest’anno, e il calcolatore lo evita in automatico.

    Come si calcola la rivalutazione canone di locazione

    In pratica la formula è sempre la stessa e si articola in tre passaggi.

    1. Variazione ISTAT. Prima si confronta l’indice FOI del mese di riferimento con quello dello stesso mese dell’anno precedente: (indice finale ÷ indice iniziale − 1) × 100, arrotondato a un decimale.
    2. Percentuale del contratto. Poi alla variazione va applicata la percentuale prevista: 75% nella maggior parte dei contratti, 100% solo se ammesso dalla legge e scritto nel contratto.
    3. Nuovo canone. Infine il canone in corso va moltiplicato per la percentuale ottenuta, e all’importo si aggiunge l’aumento.

    Esempio con i dati di agosto 2026

    Canone mensile800,00 €
    Variazione ago 2025 – ago 2026+3,4%
    75% della variazione2,55%
    Aumento mensile+20,40 €
    Nuovo canone mensile820,40 €

    Su base annua, quindi, l’aumento è di 244,80 euro. L’indice di agosto 2025 (121,8 in base 2015) diventa 100,33 in base 2025; il rapporto con 103,7 dà la variazione del 3,4%.

    Rivalutazione canone di locazione al 75% o al 100%

    La percentuale dipende dal tipo di contratto. Per le locazioni a uso diverso dall’abitazione il limite è fissato dalla legge sull’equo canone. Per le abitazioni, invece, conta soprattutto quello che le parti hanno scritto.

    ContrattoAggiornamento ISTATPercentuale
    Abitativo a canone libero (4+4, L. 431/1998)Solo se previsto dal contrattoLibera di solito 75% o 100%
    Abitativo a canone concordato (3+2)Secondo l’accordo territoriale del ComuneIn genere 75%
    Negozi, uffici e capannoni (6+6 o 9+9, art. 32 L. 392/1978)Annuale, su richiesta del locatoreMassimo 75%
    Uso diverso con durata superiore al minimoSe previsto dal contrattoFino al 100%
    Qualsiasi contratto in cedolare seccaNon applicabile per la durata dell’opzioneNessun aumento

    Cedolare secca e rivalutazione canone di locazione

    Con l’opzione per la cedolare secca il locatore rinuncia, per tutto il periodo dell’opzione, a qualsiasi aggiornamento del canone, compreso quello ISTAT, anche se il contratto lo prevede (art. 3, comma 11, D.Lgs. 23/2011). La rinuncia va comunicata al conduttore con raccomandata prima di esercitare l’opzione.

    Quando decorre l’aumento e come si chiede

    Serve una richiesta scritta

    Nelle locazioni a uso diverso l’aggiornamento è dovuto su richiesta del locatore. Anche per le abitazioni conviene sempre una comunicazione scritta, con raccomandata A/R o PEC, che indichi indici, percentuale e nuovo importo.

    Gli arretrati sono limitati

    Secondo l’orientamento consolidato della Cassazione, inoltre, l’aumento si applica dalla richiesta in poi: se per anni il locatore non l’ha chiesto, non può pretendere gli aumenti dei periodi passati. Una parte della giurisprudenza ammette però che il nuovo canone tenga conto delle variazioni maturate nel frattempo: è un punto da verificare sul singolo contratto.

    Quale mese usare

    Il contratto di solito indica “il mese precedente” o “l’ultimo indice disponibile” alla scadenza annuale. Per un aggiornamento a ottobre 2026 l’indice disponibile è quello di agosto, perché settembre esce il 16 ottobre.

    Niente nuova registrazione

    L’aggiornamento ISTAT non richiede di registrare di nuovo il contratto. Chi paga l’imposta di registro anno per anno la calcola sul canone aggiornato: puoi usare il nostro calcolatore dell’imposta di registro.

    Gli errori più frequenti

    Ecco gli errori che vediamo più spesso nella rivalutazione canone di locazione fatta a mano.

    • Usare l’indice sbagliato. Per le locazioni si usa il FOI senza tabacchi, non l’indice NIC né l’armonizzato IPCA che compaiono nei titoli dei giornali sull’inflazione.
    • Confrontare indici di basi diverse. Nel 2026 gli indici in base 2025 vanno confrontati con quelli del 2025 divisi per 1,214, non con i valori originali.
    • Applicare il 100% a un negozio 6+6. Per le locazioni a uso diverso di durata minima la legge fissa il limite del 75%.
    • Rivalutare anche le spese. L’aggiornamento riguarda il canone, non gli oneri accessori, che si pagano a consuntivo.
    • Chiedere l’aumento con la cedolare secca attiva. Finché dura l’opzione l’aggiornamento non è dovuto, anche se il contratto lo prevede.

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    La rivalutazione canone di locazione è solo una delle scadenze di un contratto di affitto. Lo Scadenziario Contratti di Locazione Excel tiene sotto controllo annualità, proroghe, risoluzioni, canoni incassati e insoluti, imposta di registro e documenti, con una dashboard in stile app.

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    Domande frequenti sulla rivalutazione canone di locazione

    Qual è l’indice ISTAT per gli affitti di agosto 2026?

    L’indice FOI senza tabacchi di agosto 2026 è 103,7 (base 2025=100). La variazione su 12 mesi è del 3,4%, che al 75% dà un aumento del canone del 2,55%. La variazione su 24 mesi è del 4,8% (3,60% al 75%).

    Come si calcola la rivalutazione canone di locazione?

    Prima si calcola la variazione percentuale dell’indice FOI senza tabacchi tra il mese di riferimento e lo stesso mese dell’anno precedente, poi si applica la percentuale del contratto (di solito il 75%). Infine il risultato si moltiplica per il canone in corso.

    Perché nel 2026 l’indice ISTAT è sceso a circa 100?

    Non è sceso: da gennaio 2026 l’ISTAT pubblica il FOI in base 2025=100 invece che in base 2015=100. Per confrontare un indice del 2026 con uno precedente bisogna dividere quest’ultimo per il coefficiente di raccordo 1,214.

    La rivalutazione canone di locazione si applica al 75% o al 100%?

    Per le locazioni a uso diverso di durata minima la legge fissa il limite del 75%; il 100% è possibile solo per i contratti di durata superiore al minimo. Per le abitazioni a canone libero vale quanto previsto dal contratto, per quelle a canone concordato l’accordo territoriale.

    Con la cedolare secca si può chiedere l’aumento ISTAT?

    No. Optando per la cedolare secca il locatore rinuncia per tutta la durata dell’opzione a ogni aggiornamento del canone, compreso quello ISTAT, anche se previsto dal contratto.

    Si possono chiedere gli aumenti ISTAT degli anni passati?

    In generale no: secondo la giurisprudenza l’aggiornamento è dovuto dalla richiesta del locatore in poi. Se si vuole valutare l’effetto delle variazioni di più anni, l’opzione “Tra due mesi” del calcolatore mostra la variazione dell’intero periodo; la possibilità di applicarla va verificata sul singolo contratto.

    Che differenza c’è tra indice FOI, NIC e IPCA?

    Il NIC misura l’inflazione per l’intera collettività ed è quello dei titoli di giornale; l’IPCA è l’indice armonizzato europeo. Per l’aggiornamento dei canoni e le rivalutazioni monetarie si usa il FOI al netto dei tabacchi, riferito alle famiglie di operai e impiegati.

    Quando esce il prossimo indice ISTAT?

    L’indice di settembre 2026 sarà pubblicato il 16 ottobre 2026. In genere l’ISTAT diffonde l’indice FOI di ogni mese verso la metà del mese successivo.

    Riferimenti normativi per la rivalutazione canone di locazione: Art. 32 L. 392/1978 · L. 431/1998 · Art. 3, comma 11, D.Lgs. 23/2011 · ISTAT, Indice dei prezzi al consumo per le rivalutazioni monetarie (FOI senza tabacchi), base 2025=100 e coefficienti di raccordo · pagina ISTAT degli indici per le rivalutazioni monetarie.

    Strumento a scopo informativo: non sostituisce l’esame del singolo contratto.