
Royalties marchio · Socio, SRL e holding · Fiscalità 2026
Molti imprenditori registrano il marchio a proprio nome e lo fanno usare alla propria SRL. È una scelta legittima. Però cambia la fiscalità di tutto il gruppo. Infatti le royalties marchio sono un costo deducibile per la società e un reddito per il socio, con regole diverse da stipendi e dividendi. Vediamo quindi come funzionano, quando convengono e quali errori evitare.
Utili distribuiti come dividendo
46,6%
IRES e IRAP sulla società (27,9%), poi ritenuta del 26% sul dividendo al socio.
Royalties per l’uso del marchio
32,6%
Costo deducibile per la società; sul socio solo IRPEF e addizionali, nell’esempio tra il 23% e il 33%.
Esempio: socio con altri redditi per 20.000 €, addizionali al 2,3%, nessuna spesa per il marchio. Tuttavia il risultato cambia con lo scaglione IRPEF del socio: provalo con i tuoi numeri nel calcolatore.
In sintesi
Il marchio è un bene dell’impresa che può appartenere a qualcun altro. Decidere chi ne è titolare, il socio, la società o la holding, è una scelta di strategia fiscale e di protezione del patrimonio, non solo di registrazione.
Come si tassano le royalties marchio incassate da un privato
Quando il titolare del marchio è una persona fisica che non esercita un’impresa, i compensi per la concessione in uso sono redditi diversi. Secondo l’Agenzia delle Entrate (risoluzioni n. 81/E del 2002 e n. 30/E del 2006) rientrano nell’art. 67, comma 1, lettera l), del TUIR. In pratica sono redditi che nascono da un obbligo di “permettere”: il titolare consente ad altri di usare il proprio segno.
- Niente abbattimento forfettario. La riduzione del 25%, o del 40% per gli under 35, spetta solo ad autori e inventori per opere dell’ingegno e brevetti (art. 53, comma 2, lett. b, TUIR). Il marchio, invece, è un segno distintivo e non un’opera dell’ingegno.
- Si deducono solo le spese documentate. Registrazione e rinnovi, consulenze, spese legali per la tutela del marchio (art. 71, comma 2, TUIR).
- Ritenuta d’acconto del 20%. La applica la società che paga le royalties (art. 25 DPR 600/1973). Poi la certifica al socio.
- Dichiarazione nel quadro RL. Il reddito netto si somma agli altri redditi e si tassa con l’IRPEF progressiva. Infine la ritenuta si scomputa dall’imposta.
- Nessun contributo INPS. Trattandosi di reddito diverso, non sono dovuti contributi previdenziali. Al contrario, sul compenso da amministratore si pagano.
Chi incassa le royalties marchio, come paga
| Titolare del marchio | Natura del reddito | Tassazione |
|---|---|---|
| Persona fisica non imprenditore | Reddito diverso (art. 67, lett. l, TUIR) | IRPEF progressiva sul netto delle spese documentate, ritenuta 20% |
| Autore o inventore (opera dell’ingegno, brevetto) | Lavoro autonomo (art. 53, comma 2, lett. b) | IRPEF con abbattimento forfettario del 25% o 40% |
| Impresa individuale o società | Reddito d’impresa | IRPEF o IRES e IRAP; operazione soggetta a IVA |
| Holding di famiglia | Reddito d’impresa della holding | IRES 24% più IRAP; le royalties restano nel gruppo |
Il caso più frequente: il marchio del socio, usato dalla sua SRL
Per la società le royalties marchio sono un costo deducibile sia ai fini IRES sia ai fini IRAP. Per il socio, invece, sono un reddito tassato con l’IRPEF, senza contributi. Di conseguenza il confronto con il dividendo dipende soprattutto dallo scaglione IRPEF del socio. Con le aliquote 2026 (23%, 33% e 43%), infatti, le royalties sono quasi sempre più leggere fino al secondo scaglione.
Perché l’operazione regga a un controllo, però, servono alcune condizioni.
Marchio registrato e usato
Il marchio deve essere registrato presso l’UIBM o l’EUIPO. Inoltre la società deve usarlo davvero su prodotti, insegne, sito e materiali commerciali.
Contratto di licenza scritto
Durata, esclusiva, territorio, misura della royalty e modalità di pagamento, con data certa anteriore ai pagamenti.
Royalty a valore di mercato
La percentuale va giustificata, per esempio con una stima del valore del marchio o con i tassi del settore. Altrimenti una royalty fuori misura può essere contestata come antieconomica.
Adempimenti della società
Ritenuta del 20%, versamento con F24, certificazione al socio e, infine, indicazione nel modello 770.
Ragioni economiche
Una royalty creata solo per spostare utili dal socio alla società, senza un marchio che abbia valore reale, rischia la contestazione per abuso del diritto (art. 10-bis L. 212/2000). Al contrario, un marchio noto, tutelato e valorizzato giustifica pienamente il compenso.
Calcolatore
Royalties marchio o dividendi: quanto resta al socio?
Inserisci la somma che la società potrebbe pagare al socio ogni anno e gli altri redditi del socio. Il calcolatore confronta due strade: pagarla come royalties marchio, oppure lasciarla come utile e distribuirla come dividendo.
Il risultato della simulazione
Il calcolo passo per passo
Stima indicativa con gli scaglioni IRPEF 2026 (23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 €, 43% oltre). Non considera le variazioni di detrazioni e bonus legate al reddito, le maggiorazioni regionali IRAP, eventuali contributi e il costo di gestione del contratto. Presuppone una royalty congrua e un marchio effettivamente utilizzato dalla società.
Questo servizio è sviluppato internamente dal nostro studio e cresce anche grazie a chi lo usa. Un suggerimento, una funzione che vorresti o un errore da correggere? Faccelo sapere.
ScriviciMarchio nella società o nella holding
Tenere il marchio a titolo personale non è l’unica strada. In molti gruppi familiari conviene invece valutare dove collocarlo, anche per proteggerlo dai rischi dell’attività operativa.
01
La SRL compra il marchio dal socio
Per la società il costo è ammortizzabile in almeno diciotto anni (art. 103 TUIR). Sul fronte del socio, invece, la tassazione della cessione è incerta. L’Agenzia la riconduce ai redditi diversi, mentre alcune sentenze di merito la escludono. Prima di procedere servono quindi una perizia di stima e un parere.
Ammortamento 1/18 l’anno
02
La holding di famiglia è titolare del marchio
La holding concede il marchio alle società operative: le royalties marchio sono deducibili per chi le paga e tassate nella holding, che le reinveste nel gruppo. Inoltre il marchio resta fuori dal patrimonio esposto ai rischi dell’operativa.
Marchio separato dal rischio d’impresa
03
Patent box: i marchi sono esclusi
Il patent box prevede una maggiorazione del 110% sui costi di ricerca e sviluppo. Riguarda però solo software, brevetti, disegni e modelli. I marchi d’impresa, infatti, sono esclusi dalle agevolazioni sui beni immateriali dal 2017. Così il loro vantaggio fiscale passa solo dalla scelta di chi ne è titolare.
Nessuna agevolazione dedicata ai marchi
Tre situazioni che incontriamo spesso
Socio e SRL
Il fondatore con il marchio a suo nome
Ha registrato il marchio anni fa, prima di costituire la società. Oggi la SRL lo usa senza alcun contratto.
Un contratto di licenza a valore di mercato può trasformare quell’uso gratuito in un compenso più leggero del dividendo.
Ex imprenditore
Chi ha chiuso l’attività ma tiene il marchio
Ha ceduto o chiuso l’azienda. Tuttavia concede il marchio a un’altra impresa in cambio di royalties periodiche.
Le sue royalties marchio sono redditi diversi: niente forfettario, ma deduzione delle spese di tutela e rinnovo.
Gruppo
Più società con lo stesso marchio
Due o tre società operative usano lo stesso nome commerciale. Ognuna, però, ha i propri rischi.
Collocare il marchio in una holding lo protegge e centralizza le royalties.
In pratica, adesso
- Verifica chi è il titolare del marchio nella banca dati TMview, che raccoglie i marchi UIBM ed EUIPO. Spesso, infatti, non coincide con chi lo usa.
- Se la società usa il marchio del socio, prima di tutto formalizza un contratto di licenza scritto con data certa.
- Stabilisci la misura delle royalties marchio con una stima documentata, in percentuale sul fatturato o in misura fissa.
- Imposta gli adempimenti: ritenuta del 20%, F24, certificazione e 770 per la società; quadro RL per il socio.
- Valuta la collocazione futura del marchio, soprattutto se ci sono più società o un passaggio generazionale in vista.
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Approfondimenti collegati
Domande frequenti sulle royalties marchio
Come si tassano le royalties marchio percepite da una persona fisica?
Se il titolare non esercita un’impresa, per l’Agenzia delle Entrate sono redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettera l), del TUIR. Quindi si tassano con l’IRPEF progressiva sulla differenza tra compensi e spese documentate. Chi paga, inoltre, applica una ritenuta d’acconto del 20%.
Sulle royalties del marchio spetta la deduzione forfettaria del 25%?
No. L’abbattimento del 25%, o del 40% per chi ha meno di 35 anni, vale per i diritti d’autore e i brevetti sfruttati dall’autore o inventore. Il marchio, invece, è un segno distintivo: perciò si deducono solo le spese effettivamente sostenute e documentate.
La SRL può pagare royalties al socio per il suo marchio?
Sì, con un contratto di licenza scritto, una royalty a valore di mercato e un marchio registrato ed effettivamente usato. Per la società il costo è deducibile ai fini IRES e IRAP; per il socio è un reddito diverso, senza contributi INPS.
Conviene di più ricevere royalties o dividendi?
Dipende dallo scaglione IRPEF del socio. Con aliquote del 23% o 33% le royalties lasciano di solito più netto del dividendo, che sconta IRES, IRAP e il 26%. Nello scaglione del 43%, invece, la differenza si riduce e dipende dall’aliquota IRAP.
Le royalties al socio sono soggette a contributi INPS?
No. Sono redditi diversi e non rientrano nella base dei contributi previdenziali, a differenza del compenso da amministratore.
Il privato che vende il proprio marchio paga le imposte?
La questione è aperta. L’Agenzia delle Entrate considera tassabili anche le cessioni, ma alcune sentenze di merito hanno escluso l’imponibilità per il privato non imprenditore. Prima di cedere un marchio conviene una perizia di stima e una valutazione del singolo caso.
I marchi rientrano nel patent box?
No. Il regime patent box riguarda software protetto da copyright, brevetti, disegni e modelli. I marchi d’impresa sono esclusi dalle agevolazioni sui beni immateriali dal 2017.
Riferimenti normativi
Royalties marchio, le norme citate: Artt. 53, comma 2, lett. b), 67, comma 1, lett. l), 71, comma 2, e 103 TUIR · Art. 25 DPR 600/1973 · Agenzia delle Entrate, risoluzioni n. 81/E dell’11 marzo 2002 e n. 30/E del 16 febbraio 2006 · CTR Veneto, sentenza n. 524/2019 · Art. 10-bis L. 212/2000 · Art. 6 D.L. 146/2021 (patent box) · L. 199/2025 (scaglioni IRPEF 2026).
Articolo a scopo informativo: non sostituisce l’esame della singola posizione.
