
Holding di famiglia · Fiscalità 2026-2027
La holding di famiglia è tornata conveniente come prima. Per qualche mese il 2026 l’aveva messa in dubbio: la legge di bilancio legava la tassazione agevolata di dividendi e plusvalenze a una soglia minima di partecipazione. A marzo, però, il decreto fiscale ha cancellato quella stretta con effetto dal 1° gennaio. Inoltre dal 2027 il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi conferma le stesse regole. Il quadro è quindi stabile: è il momento giusto per chiedersi se una holding serve davvero alla propria azienda.
Utili al socio persona fisica
26%
Ritenuta a titolo d’imposta sui dividendi, dal 2018 uguale per tutte le partecipazioni.
Utili alla holding SRL
1,2%
IRES al 24% sul solo 5% del dividendo: il 95% è escluso dal reddito della holding.
Differenza: 24.800 € ogni 100.000 € di utili che restano nella holding di famiglia invece di andare in imposte. Il 26% si paga solo quando la holding distribuisce ai soci.
Il punto, in una riga
La holding non elimina le imposte: le rinvia. Gli utili che arrivano alla holding pagano circa l’1,2% invece del 26%, e la differenza resta disponibile per nuovi investimenti finché non viene distribuita ai soci.
Cos’è una holding di famiglia
Una holding è una società, di solito una SRL, che possiede le partecipazioni in una o più società operative. La forma più diffusa nelle PMI italiane è la holding di famiglia. In questo caso i soci persone fisiche non possiedono più direttamente le quote dell’azienda. Possiedono invece la holding, ed è la holding a possedere l’azienda.
ritenuta 26%
imposta effettiva 1,2%
La holding pura si limita a detenere e gestire le partecipazioni. La holding mista (o operativa), invece, svolge anche servizi per le società del gruppo: amministrazione, tesoreria, direzione strategica. La differenza conta. Infatti una holding di famiglia con un ruolo reale nel gruppo è più facile da difendere sul piano delle ragioni economiche.
Le novità 2026-2027: come è cambiato il quadro
La riforma dell’IRES (D.Lgs. 344/2003) introduce l’esclusione del 95% dei dividendi tra società e la participation exemption (PEX) sulle plusvalenze da cessione di partecipazioni. È la base su cui si regge la convenienza delle holding.
La legge di bilancio 2018 porta al 26% la ritenuta anche sui dividendi da partecipazioni qualificate percepiti dalle persone fisiche. Lo scarto tra socio persona fisica (26%) e socio società (1,2%) diventa netto e uguale per tutti.
Il D.Lgs. 192/2024 riscrive i conferimenti di partecipazioni “a realizzo controllato” (art. 177 TUIR): trasferire le quote dell’azienda in una holding senza far emergere plusvalenze diventa più semplice, anche quando la holding è partecipata dai familiari del conferente.
La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) limita l’esclusione del 95% su dividendi e plusvalenze alle partecipazioni di almeno il 5% o con valore fiscale di almeno 500.000 euro. Sotto soglia, tassazione piena al 24%.
Il decreto fiscale (D.L. 38/2026, art. 11) abroga le soglie con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026 e ripristina integralmente il regime precedente. Il decreto è convertito dalla legge 22 maggio 2026, n. 88.
Si applica il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026), pubblicato il 3 luglio 2026: esclusione dei dividendi e PEX al 95% restano, con una nuova numerazione degli articoli.
Holding di famiglia: le cinque leve del risparmio fiscale
La convenienza di una holding di famiglia si regge su cinque leve. Non tutte, però, servono a tutti. Per alcune aziende conta soprattutto la prima, per altre l’ultima.
01
Gli utili arrivano alla holding quasi senza imposte
Il dividendo che la società operativa distribuisce alla holding concorre al suo reddito solo per il 5%. Su quel 5% si paga l’IRES al 24%. Di conseguenza l’imposta effettiva è dell’1,2%, contro il 26% della persona fisica. Il 26% resta dovuto quando la holding distribuisce ai soci. Nel frattempo, però, gli utili restano nel gruppo e possono essere investiti.
Imposta effettiva 1,2% invece di 26%
02
La vendita dell’azienda con la PEX
Se il socio persona fisica vende le quote, la plusvalenza è tassata al 26%. Se invece vende la holding, la plusvalenza è esente al 95% (art. 87 TUIR). Per chi pensa di vendere è spesso la leva più importante. Tuttavia la holding va costituita per tempo, con ragioni che vadano oltre la singola vendita.
Plusvalenza tassata all’1,2% invece di 26%
I quattro requisiti della PEX
03
L’ingresso nella holding senza tassazione
Le quote passano alla holding con un conferimento “a realizzo controllato” (art. 177, commi 2 e 2-bis, TUIR). Se la holding iscrive la partecipazione al costo fiscale delle quote, non emerge alcuna plusvalenza. Il comma 2 riguarda l’acquisizione del controllo di diritto. Il comma 2-bis, invece, riguarda le partecipazioni qualificate (oltre il 20% dei voti o il 25% del capitale). In questo caso la holding di famiglia può essere partecipata anche dai familiari del conferente. Per queste quote, infine, la vendita con PEX richiede un possesso più lungo dell’ordinario.
Conferimento neutrale se fatto correttamente
04
Il gruppo come un’unica posizione fiscale
Con il consolidato fiscale nazionale (artt. 117-129 TUIR) la holding e le società controllate per oltre il 50% sommano redditi e perdite: le perdite di una nuova attività riducono subito le imposte sugli utili di quella già avviata. Si aggiungono l’IVA di gruppo e la gestione accentrata della liquidità con il cash pooling.
Perdite e utili compensati nel gruppo
05
Il passaggio generazionale
Il trasferimento ai figli o al coniuge di partecipazioni di controllo è esente dall’imposta di donazione e successione (art. 3, comma 4-ter, D.Lgs. 346/1990). Serve però che i beneficiari mantengano il controllo per almeno cinque anni. La holding di famiglia tiene unito il pacchetto di controllo. Inoltre regola con lo statuto l’ingresso dei figli e separa la proprietà dalla gestione.
Trasferimento del controllo esente da imposta di donazione e successione
In parole semplici
Con la holding di famiglia gli utili che la famiglia non deve spendere subito passano dalla società operativa alla holding pagando l’1,2% invece del 26%. La holding può usarli per finanziare l’azienda, avviare altre attività o investire. Il 26% si paga solo sulla parte che arriva davvero ai soci, quando arriva.
Con o senza holding di famiglia: il confronto
| Operazione | Socio persona fisica | Holding SRL |
|---|---|---|
| Dividendi incassati dalla società operativa | Ritenuta 26% | 1,2% IRES sul 5% |
| Plusvalenza dalla vendita delle quote | Imposta sostitutiva 26% | 1,2% con requisiti PEX |
| Utili reinvestiti in una nuova società | Prima si paga il 26%, poi si investe il netto | Si investe quasi l’intero importo |
| Perdite di una società e utili di un’altra | Non compensabili | Compensabili con il consolidato fiscale |
| Denaro per le spese della famiglia | Netto dopo il 26% | 26% all’uscita dalla holding |
| Costi di gestione | Nessuno | Contabilità, bilancio, dichiarazioni, organi sociali |
Cosa valutare prima di costituire una holding di famiglia
Il fabbisogno della famiglia
Se i soci prelevano ogni anno quasi tutto l’utile, la holding aggiunge costi e non fa risparmiare nulla: il 26% si paga comunque, solo un passaggio dopo.
Le ragioni economiche
Una holding costituita al solo scopo di vendere subito l’azienda con la PEX può essere contestata come abuso del diritto (art. 10-bis L. 212/2000). Contano il ruolo della holding e i tempi.
Le società di comodo
La holding che possiede anche immobili o molta liquidità deve superare ogni anno il test di operatività. Chi detiene solo partecipazioni in società operative ha di regola cause di esclusione, da verificare.
I costi fissi
Contabilità, bilancio, dichiarazioni e imposta di bollo sui conti, che dal decreto fiscale 2026 per le società sale a 118 euro l’anno.
Il nuovo Testo unico dal 2027
Le regole restano, ma cambiano i numeri degli articoli: statuti, patti parasociali e documenti di pianificazione che richiamano il TUIR andranno aggiornati.
Calcolatore
Quanto puoi reinvestire con una holding di famiglia? Il conto anno per anno
Inserisci l’utile che la tua società distribuisce ogni anno e quanto serve davvero alla famiglia. Il calcolatore confronta due scenari: gli utili distribuiti direttamente a te, oppure gli utili che passano dalla holding, che ti gira solo quello che ti serve e reinveste il resto.
Il risultato della simulazione
Il dettaglio anno per anno
| Anno | Senza holding | Con holding | Differenza |
|---|
Stima indicativa. Senza holding: ritenuta del 26% sugli utili distribuiti e rendimenti tassati al 26%. Con holding: IRES del 24% sul 5% dei dividendi (1,2%), ritenuta del 26% sulle somme che la holding gira ai soci, rendimenti tassati con l’IRES al 24%, costi annui non dedotti. Plusvalenza: 26% per la persona fisica, 1,2% per la holding con requisiti PEX, 24% senza. Non considera IRAP, imposta di bollo e imposte sugli strumenti finanziari, il costo del conferimento iniziale né la disciplina delle società di comodo.
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Ti serve davvero una holding di famiglia? Guardiamo la tua azienda nel suo insieme
La holding è uno strumento, non un obiettivo: per alcune famiglie è la scelta giusta, per altre è solo un costo in più. Con l’analisi fiscale esaminiamo l’azienda, i soci e i loro programmi, e ti diciamo se e come una struttura di gruppo può migliorare la situazione.
- Il carico complessivo di imposte su società e soci, oggi e con una holding
- Le scelte su utili, riserve, distribuzioni e compensi degli amministratori
- I programmi a medio termine: nuovi investimenti, vendita, ingresso dei figli
- La forma giuridica e l’organizzazione rispetto all’attività di oggi
- Costi e adempimenti di una eventuale holding, e i rischi da evitare
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Tre situazioni che incontriamo spesso
Reinvestimento
L’imprenditore che reinveste
La SRL produce utili stabili, ma la famiglia ne usa meno della metà. Il resto arriva al socio, che paga il 26% e poi lo reinveste in immobili o in una nuova attività.
È il caso in cui la holding di famiglia rende di più: ogni anno resta da investire circa un quarto in più.
Gruppo e famiglia
Due aziende e i figli che entrano
Due SRL con soci diversi in famiglia, una in crescita e una con utili costanti. I figli lavorano in una delle due e il passaggio è da programmare.
La holding riunisce il controllo, permette il consolidato e prepara un passaggio esente.
Cessione
Il socio che pensa di vendere
Un acquirente si è fatto avanti, o si farà avanti. Il socio possiede direttamente le quote e pagherebbe il 26% sulla plusvalenza.
L’imposta può scendere all’1,2%, ma solo con una holding costituita per tempo e con un ruolo reale.
In pratica, adesso
- Chi ha fatto operazioni a inizio 2026 per superare le soglie (acquisti di quote, fusioni, aggregazioni) può rivalutarle: con il decreto fiscale le soglie non esistono più dal 1° gennaio 2026.
- Prima di costituire la holding va fatto il conto del fabbisogno della famiglia: se gli utili vengono quasi tutti prelevati, la holding non conviene.
- Il conferimento delle quote va impostato scegliendo tra comma 2 e comma 2-bis dell’art. 177, con attenzione ai valori di iscrizione e ai tempi di una eventuale vendita.
- Il ruolo della holding va documentato: delibere, servizi resi alle controllate, politiche di investimento. È la miglior difesa sulle ragioni economiche.
- Dal 2027 le regole saranno nel nuovo Testo unico: chi pianifica oggi conviene che ragioni già sui nuovi riferimenti normativi.
Domande frequenti
Quanto si risparmia con una holding di famiglia?
Sugli utili che la società operativa distribuisce alla holding si paga circa l’1,2% invece del 26% dovuto dalla persona fisica: 24.800 euro ogni 100.000 euro di utili. Il risparmio è definitivo solo sulla parte che resta investita nel gruppo; sulle somme che la holding distribuisce ai soci si paga comunque il 26%.
Le soglie del 5% e dei 500.000 euro sono ancora in vigore?
No. Le soglie introdotte dalla legge di bilancio 2026 sono state abrogate dall’art. 11 del D.L. 38/2026, convertito dalla legge n. 88 del 22 maggio 2026, con effetto dal 1° gennaio 2026. L’esclusione del 95% di dividendi e plusvalenze si applica di nuovo senza soglie di partecipazione o di valore.
Cosa cambia con il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi?
Il D.Lgs. 117/2026 si applica dal 1° gennaio 2027 e riprende l’esclusione del 95% sui dividendi tra società e la PEX al 95% con una nuova numerazione degli articoli. Il risparmio fiscale delle holding resta invariato; vanno aggiornati i riferimenti normativi nei documenti.
Conferire le quote nella holding costa imposte?
Di regola no, se il conferimento rientra nei regimi a realizzo controllato dell’art. 177, commi 2 o 2-bis, TUIR e la holding iscrive la partecipazione a un valore pari al costo fiscale delle quote. Restano i costi dell’atto e della costituzione della holding.
La holding di famiglia conviene a tutte le SRL?
No. Conviene quando una parte rilevante degli utili non serve ai soci e viene reinvestita, quando si prevede di vendere l’azienda o una sua parte, quando ci sono più società da coordinare o un passaggio generazionale da preparare. Se i soci prelevano quasi tutto l’utile, aggiunge solo costi.
Si può costituire una holding per vendere l’azienda con la PEX?
La PEX si applica alle cessioni della holding che rispettano i requisiti dell’art. 87 TUIR, ma una holding creata al solo scopo di una vendita imminente può essere contestata come abuso del diritto. Servono ragioni economiche e un ruolo reale della holding, e i tempi dell’operazione contano.
Cosa comprende l’analisi fiscale gratuita?
Un esame complessivo dell’azienda e dei soci: carico di imposte, scelte su utili e compensi, programmi di investimento, vendita o passaggio generazionale, forma giuridica e adempimenti. Si conclude con una sintesi scritta che dice anche se una holding di famiglia serve oppure no.
Riferimenti: Artt. 87, 89, 117-129 e 177, commi 2 e 2-bis, TUIR (D.P.R. 917/1986) · D.Lgs. 344/2003 · L. 205/2017 · D.Lgs. 192/2024 · L. 199/2025 (legge di bilancio 2026) · D.L. 27 marzo 2026, n. 38, art. 11, conv. L. 22 maggio 2026, n. 88 · D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 (Testo unico delle imposte sui redditi, dal 1° gennaio 2027) · Art. 3, comma 4-ter, D.Lgs. 346/1990 · Art. 10-bis L. 212/2000 · Art. 30 L. 724/1994.
Articolo a scopo informativo: non sostituisce l’esame della singola posizione.
