
Con la simulazione tasse ditta individuale inserisci ricavi e costi e scopri quanto paghi tra contributi INPS, imposte e addizionali, quanto ti resta in tasca e se ti conviene il regime forfettario o il regime semplificato.
Stima annua per un titolare di ditta individuale senza altri redditi.
Opzioni avanzateRiduzione INPS 35%, addizionali, anzianità contributiva
| Voce | Forfettario | Semplificato |
|---|
In breve. Una ditta individuale paga i contributi INPS (24% per gli artigiani, 24,48% per i commercianti, con un minimo di circa 4.500 € l’anno) e, a seconda del regime, l’imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi cinque anni) nel forfettario oppure IRPEF e addizionali nel semplificato. Dal 2022 le persone fisiche non pagano l’IRAP. Con 60.000 € di ricavi e 20.000 € di costi un commerciante paga circa 8.600 € nel forfettario e 17.300 € nel semplificato.
Quante tasse paga una ditta individuale
La ditta individuale è un’impresa intestata a una sola persona: il titolare risponde con il proprio patrimonio e il reddito dell’impresa è tassato direttamente in capo a lui. Il carico fiscale annuo è composto da tre voci:
- Contributi previdenziali INPS, alla gestione artigiani o commercianti: sono dovuti in misura minima anche se l’impresa non guadagna nulla;
- Imposte sul reddito: l’imposta sostitutiva del 5% o del 15% nel regime forfettario, oppure IRPEF a scaglioni con addizionali regionale e comunale nel regime semplificato o ordinario;
- Costi fissi minori, come il diritto annuale della Camera di Commercio, che il simulatore non considera.
Le persone fisiche che esercitano un’attività d’impresa non pagano più l’IRAP dal 2022 (L. 234/2021). L’IVA, invece, non è un costo per la ditta in regime semplificato: si incassa dai clienti e si versa allo Stato al netto di quella sugli acquisti. Nel forfettario non si applica.
Contributi INPS artigiani e commercianti 2026
Il titolare di una ditta individuale artigiana o commerciale è iscritto alla gestione IVS dell’INPS. I contributi si calcolano sul reddito d’impresa, con un minimale sotto il quale si paga comunque una quota fissa.
| Parametro 2026 | Artigiani | Commercianti |
|---|---|---|
| Minimale di reddito | 18.808 € | 18.808 € |
| Aliquota fino a 56.224 € | 24% | 24,48% |
| Aliquota oltre 56.224 € | 25% | 25,48% |
| Contributi fissi annui sul minimale | 4.521,36 € | 4.611,64 € |
| Massimale (iscritti dal 1996) | 122.295 € | 122.295 € |
| Massimale (iscritti prima del 1996) | 93.707 € | 93.707 € |
I contributi fissi comprendono il contributo di maternità; quelli dei commercianti includono anche lo 0,48% per l’indennizzo di cessazione dell’attività. Sulla parte di reddito che supera il minimale si pagano i contributi a percentuale. I contribuenti forfettari possono chiedere una riduzione del 35%, che abbassa i contributi ma anche la futura pensione.
Tasse nel regime forfettario
Nel forfettario il reddito non si calcola sottraendo i costi reali, ma applicando ai ricavi un coefficiente di redditività che dipende dall’attività. Dal reddito così ottenuto si deducono i contributi INPS versati e sul risultato si applica l’imposta sostitutiva, che sostituisce IRPEF e addizionali.
| Attività | Coefficiente |
|---|---|
| Industrie alimentari e delle bevande | 40% |
| Commercio all’ingrosso e al dettaglio | 40% |
| Commercio ambulante di alimenti e bevande | 40% |
| Commercio ambulante di altri prodotti | 54% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 86% |
| Intermediari del commercio | 62% |
| Alloggio e ristorazione | 40% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione | 78% |
| Altre attività economiche | 67% |
Il forfettario è ammesso con ricavi fino a 85.000 € nell’anno precedente; se nel corso dell’anno si superano 100.000 € si esce subito. L’aliquota del 5% spetta per i primi cinque anni alle nuove attività che rispettano i requisiti (nessuna attività d’impresa nei tre anni precedenti, attività che non sia mera prosecuzione di un lavoro dipendente). Per le altre condizioni di accesso, come il limite dei redditi da lavoro dipendente, vedi il nostro calcolatore del regime forfettario.
Tasse nel regime semplificato
Nel regime semplificato (contabilità semplificata) il reddito d’impresa è la differenza tra ricavi e costi effettivi. Dal reddito si deducono i contributi INPS e sull’imponibile si applica l’IRPEF a scaglioni, ridotta dalla detrazione per redditi d’impresa minori (art. 13, comma 5, TUIR), più le addizionali regionale e comunale.
| Scaglione di reddito 2026 | Aliquota IRPEF |
|---|---|
| Fino a 28.000 € | 23% |
| Da 28.000 a 50.000 € | 33% |
| Oltre 50.000 € | 43% |
La detrazione vale 1.265 € fino a 5.500 € di reddito, poi scende fino ad azzerarsi a 50.000 €. Il semplificato è obbligatorio oltre le soglie del forfettario (fino a 500.000 € di ricavi per i servizi e 800.000 € per le altre attività) ed è spesso conveniente quando i costi reali sono alti. Per un confronto anche con la SRL usa il calcolo tasse partita IVA.
Esempi di simulazione tasse ditta individuale
Commerciante con 60.000 € di ricavi e 20.000 € di costi.
| Voce | Forfettario 15% | Semplificato |
|---|---|---|
| Reddito ai fini INPS | 24.000 € | 40.000 € |
| Contributi INPS | 5.883 € | 9.799 € |
| Imposte | 2.718 € | 7.480 € |
| Totale tasse e contributi | 8.600 € | 17.280 € |
| Netto annuo | 31.400 € | 22.720 € |
Il forfettario conviene nettamente: il coefficiente del 40% considera “costi” pari al 60% dei ricavi, mentre quelli reali sono solo il 33%.
Commerciante con 80.000 € di ricavi e 55.000 € di costi. Qui i costi reali (69% dei ricavi) superano quelli riconosciuti dal forfettario: nel semplificato il netto è di circa 14.865 €, nel forfettario di 13.535 €. Con costi alti il semplificato torna conveniente.
Artigiano con 30.000 € di ricavi e 5.000 € di costi, nuova attività. Con l’imposta al 5% e la riduzione INPS del 35% il forfettario porta tasse e contributi a circa 3.990 € (netto 21.009 €), contro 10.050 € nel semplificato.
Forfettario o semplificato: quale conviene
La regola pratica è confrontare i costi reali con quelli “presunti” dal coefficiente:
- se i costi reali sono inferiori a 100% − coefficiente (ad esempio meno del 60% dei ricavi nel commercio), il forfettario conviene quasi sempre, anche grazie all’aliquota piatta;
- se i costi reali sono vicini o superiori a quella soglia, il semplificato può risultare più conveniente, soprattutto con redditi bassi, dove l’IRPEF e la detrazione pesano poco;
- nel forfettario non si detrae l’IVA sugli acquisti: chi ha clienti soggetti IVA e forti investimenti deve tenerne conto.
Il simulatore fa il confronto in automatico e indica il regime con il netto più alto.
Quando si pagano tasse e contributi
- Contributi fissi INPS: quattro rate, entro il 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio dell’anno successivo.
- Imposte e contributi a percentuale: saldo dell’anno precedente e primo acconto entro il 30 giugno (o il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%), secondo acconto entro il 30 novembre.
Il primo anno di attività non si versano acconti sulle imposte, ma nel secondo anno si pagano insieme saldo e acconti: per questo il simulatore indica quanto accantonare ogni mese. Per non dimenticare le date consulta lo scadenzario fiscale.
Domande frequenti sulle tasse della ditta individuale
Quante tasse paga una ditta individuale?
Dipende dal regime e dal reddito. Nel forfettario si pagano i contributi INPS e l’imposta sostitutiva del 15% (5% per le nuove attività) sul reddito calcolato con il coefficiente di redditività. Nel semplificato si pagano contributi INPS, IRPEF a scaglioni e addizionali sul reddito effettivo. In entrambi i casi i contributi INPS minimi sono di circa 4.500 € l’anno.
Quanto paga di INPS una ditta individuale nel 2026?
Almeno 4.521,36 € l’anno per gli artigiani e 4.611,64 € per i commercianti, dovuti sul minimale di 18.808 € anche senza reddito. Sulla parte di reddito eccedente si paga il 24% (artigiani) o il 24,48% (commercianti), che sale di un punto oltre 56.224 €.
La ditta individuale paga l’IRAP?
No. Dal 2022 l’IRAP non è più dovuta dalle persone fisiche che esercitano attività d’impresa o lavoro autonomo, quindi neanche dai titolari di ditta individuale.
Meglio forfettario o semplificato per una ditta individuale?
Il forfettario conviene quando i costi reali sono inferiori a quelli riconosciuti dal coefficiente di redditività (ad esempio meno del 60% dei ricavi nel commercio). Con costi alti, il semplificato può lasciare più netto. Il simulatore confronta i due regimi in automatico.
Quanto devo accantonare ogni mese per le tasse?
Il simulatore lo calcola dividendo per dodici il totale annuo di tasse e contributi. È una buona abitudine, perché nel secondo anno di attività si pagano insieme il saldo del primo anno e gli acconti dell’anno in corso.
Cos’è la riduzione INPS del 35% per i forfettari?
È una riduzione dei contributi artigiani e commercianti riservata ai contribuenti forfettari, che va richiesta all’INPS. Riduce l’importo da versare ma anche l’anzianità contributiva utile per la pensione, in proporzione.
Il simulatore considera altri redditi, come un lavoro dipendente?
No, la simulazione riguarda un titolare con il solo reddito della ditta. Se hai altri redditi, nel semplificato l’IRPEF sale perché i redditi si sommano; nel forfettario l’imposta sostitutiva resta invariata, ma devi rispettare il limite di 35.000 € di redditi da lavoro dipendente per accedere al regime.
Il risultato è definitivo?
No, è una stima su base annua con le aliquote 2026. Non considera diritto camerale, eventuali agevolazioni territoriali, crediti d’imposta, oneri deducibili personali e la differenza tra criterio di cassa e di competenza. Per una scelta del regime è opportuno un confronto con un professionista.
- INPS, circolare n. 14/2026 — contributi artigiani e commercianti 2026 (minimale, aliquote, massimali)
- L. 190/2014, art. 1, commi 54-89 — regime forfettario e coefficienti di redditività
- D.P.R. 917/1986 (TUIR), artt. 11, 13 e 66 — scaglioni IRPEF, detrazioni e reddito delle imprese minori
- L. 234/2021, art. 1, c. 8 — esclusione dall’IRAP delle persone fisiche
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